Brevetto Panoptes

 

Prototipo brevettato per la rilevazione ed elaborazione d’immagine di superfici cristalline ad alta precisione

 

Tecnica nota

Le rocce mono-mineraliche sono utilizzate sia a fine edilizio sia come prodotto ornamentale di pregio. Prima di poter essere commercializzate, queste ultime sono sottoposte a diversi test di tipo fisico e meccanico, indispensabili a definirne le caratteristiche qualitative. In particolar modo, sono effettuate diverse prove di carico a rottura (a compressione semplice o monoassiale, di trazione indiretta) e di resistenza (R.I.H.N., Rock Impact Hardness Number). Tali tipologie d’analisi hanno però diversi punti deboli, quali i costi elevati delle apparecchiature utilizzate, la perdita del materiale sottoposto ad analisi e la puntualità dei risultati ottenuti.

 

Obiettivo

Ricostruzione del reticolo cristallino all’interno di rocce mono-mineraliche (marmo, quarziti), attraverso indagini di tipo non invasivo, tramite immagini ad alta risoluzione elaborate con il software Imagej. In particolar modo si intende sviluppare una tecnologia di tipo portatile da poter utilizzare in campagna, che permetta di non intaccare l’integrità del materiale in fase di cava, ed in grado di guidare sia le fasi di estrazione sia di successiva elaborazione (segagione, rifilatura e rifinitura) del materiale lapideo.

 

Descrizione del prototipo

Il prototipo, si basa sul concetto innovativo di sfruttare l’interazione tra diversi punti luce ed una superficie cristallina (fissa), per ricostruirne il reticolo cristallografico e successivamente tracciare il piano di massimo allungamento all’interno di un ammasso roccioso.

Costituito da un supporto portatile, il prototipo (schematizzato in Fig. 1), è in grado di rivestire ed isolare dalla luce esterna l’area d’interesse, utilizzabile sia in campagna (ed applicabile direttamente sulla superficie) sia in laboratorio (su provini con altezza di 10 cm).

 Illuminazione

 

Fig. 1– Schema d’illuminazione del supporto da utilizzare direttamente in campagna su una superficie lapidea d’interesse (B). Led (L).

 

I punti luce (Led; L)( Fig. 1), sono disposti su un piano parallelo alla superficie presa in esame (posto a una distanza di 100 mm dalla stessa) con un angolo α, rispetto al piano orizzontale. L’accensione sequenziale dei led permette d’illuminare la superficie d’interesse (diametro di 54 mm) da 24 differenti punti luce distribuiti lungo l’arco di 360° e, sfruttando la legge di Shnell, riconoscere i contatti tra i granuli.

Le immagini (24 totali per ogni superficie), raccolte tramite una fotocamera digitale (C; Fig. 1), collegabile direttamente al supporto, possono quindi essere archiviate ed utilizzate per la successiva elaborazione digitale.